STORIA DEL PETROLIO -6
Il periodo di transizione Reagan/Bush
coincide con un ottimo periodo per le relazioni con l’Arabia Saudita. Tale
partnership ha contribuito non solo a liberare il Kuwait ma anche a sconfiggere
i sovietici in Afghanistan. La guerra in Afghanistan finirà con il devastare le
finanze e il morale delle truppe sovietiche. Finita la Guerra Fredda la
priorità USA non prevedono la continuazione dell’alleanza con l’Arabia Saudita.
Il successore di Bush senior è per i successivi due mandati Bill Clinton
(Presidente dal 1992 al 2000) che focalizza l’attenzione sugli affari interni e
le priorità internazionali riguardano:
-L’economia globale (siamo nell’Era della
Globalizzazione).
-Promozione della democratizzazione (nei
Paesi ex-URSS).
Azioni eclatanti:
1.Creazione della NAFTA e del WTO.
2.Promozione del Washington Consensus
(serie di riforme economiche volte a reindirizzare le economie dell’America
Latina al mercato sotto il controllo della Banca Mondiale)
3.Istituzione del Consiglio Economico
Nazionale. Il M.O. non aveva tanta importanza, sebbene:
-si dà priorità al conflitto
arabo-israeliano.
-politica del Doppio Contenimento
Iran-Iraq.
Espresso al pubblico nel 1994 il “Doppio
Contenimento” consiste nel contenere sia l’Iraq che l’Iran. In Arabia Saudita
c’era la tendenza di veder rafforzate le relazioni tra USA e Iran per
controllare l’Iraq di Saddam Hussein, ma tale “Doppio Contenimento”
contribuisce a raffreddare le relazioni con l’Arabia Saudita. Tale programma
non risolveva il problema di ridurre le minacce che rappresentavano le due
potenze per la situazione del Golfo Persico. Consisteva nel mandare più truppe
nella regione. Nel 1994 Saddam provò nuovamente a minacciare i confini del
Kuwait e l’amministrazione Clinton ritiene che tale tentativo dia forza alla
politica del Doppio Contenimento. Ai tempi di Desert Storm erano presenti
500000 militari in Arabia Saudita che nel 1993 si ridussero a 1000 con la
promessa di abbandonare l’area. Nel 1994 c’è un incremento a 36000 militari USA
e anche FRA e GB vogliono inviare truppe. Da allora il numero aumentò
costantemente. Nel 2000 erano quasi 80000. Tuttociò provocorà in Arabia Saudita
proteste e atti di terrorismo. Considerati i costi, non conveniva che l’Arabia
Saudita si difendesse da sola? Perché Casa Saud tollerava la presenza militare
straniera?
Le trasmissioni televisive arabe misero in
luce le sofferenze della popolazione irachena e ciò ha fatto crescere le
proteste contro gli americani. Nel 1995 ci fu l’attacco a una struttura
militare congiunta USA-AS; Nel 1996 esplose un’autobomba al di fuori di una
struttura che ospitava 2000 soldati americani. Nel 1998 ci fu l’esplosione
simultanea di due forti bombe a due ambasciate americane (in Kenya e Tanzania).
Tale attacco coincideva con il settimo anniversario della presenza statunitense
in AS e sei mesi dopo la dichiarazione di Osama Bin Laden di “una jihad contro
Ebrei e Crociati”. Così Clinton si trova a fronteggiare il terrorismo
internazionale e ObL diventa il latitante n°1 d’America.
-Fase d’instabilità regionale
Per un certo periodo,agli inizi degli anni
50 le politiche degli USA erano le seguenti:
àL’Afghanistan non aveva molta importanza;
le aree di cui occuparsi erano il Golfo Persico, le linee marittime e i porti
dell’Oceano Indiano. L’Afghanistan era una zona dove gli abitanti USA avevano
delle forti amicizie (IRAN e PAKISTAN).
àGli USA volevano tuttavia evitare
l’influenza sovietica. Dopo il 1953 la politica sovietica in Afghanistan era
considerata come difensiva dagli USA. Nel rapporto della National Intelligence
Estimate (NIE) del 1954 possiamo trovare: “L’URSS presta attenzione ai guadagni
degli Occidentali nel Medio Oriente e nell’Asia del Sud (specialmente degli
Stati Uniti – v. Indocina e l’operazione Ajax -. Le relazioni tra URSS e Iran
si fanno più forti e l’URSS diventa una delle principali fonti d’aiuto estero
per l’Afghanistan (1962) ma gli USA si sentono tranquilli. Il DoS afferma che
una azione ostile contro l’URSS diminuirebbe le capacità d’esistenza
dell’Afghanistan. Nel 1976 l’amicizia tra URSS e Afghanistan non dà ancora
problemi e l’equilibrio nella zona è ancora a favore degli americani. Nel 1979
finisce tale fase di stabilità regionale. –Rivoluzione iraniana; 100mila
soldati in Afghanistan-. L’amministrazione USA definisce la politica sovietica
in Afghanistan come la più grande minaccia per il mondo dopo la II Guerra
Mondiale. L’Afghanistan aveva una disperata situazione economica. Il suo re
venne scacciato e il suo successore fu rovesciato nel 1978. Erano presenti
molte divisioni interne. Reazioni USA: l’ambasciata USA, dopo la scacciata del
re, non riesce a vedere un ruolo dell’URSS e ritiene il sovrano responsabile
della sua esclusione. L’amministrazione Carter emana un memorandum con cui
sottolinea il fatto di tener conto del mix di nazionalismo della nuova
leadership (di fede marxista) e cercare di evitare dei legami più stretti verso
l’URSS. Gli elementi contrari al regime guardano verso gli USA per vedere se accettano
il nuovo regime comunista. Prima della rivoluzione iraniana Iran, Pakistan,
l’Arabia Saudita e altri amici USA guarderanno il nuovo Afghanistan come un
corpo originato dall’URSS. All’interno degliUSA molti americani considerano
tale situazione come un’estensione del potere sovietico. Inizialmente Carter si
muove lungo una linea di compromesso mantenendo relazioni con il nuovo governo
afghano e tenere aperti i contatti con l’opposizione. Tale doppia politica non
dura a lungo e si rafforzeranno i legami tra URSS e il nuovo regime di Kabul
con un nuovo trattato d’amicizia che porterà aiuti e tutta una serie di
consiglieri sovietici. Cresce il malcontento verso il nuovo partito in
Afghanistan. L’ambasciatore USA vien rapito e il governo afghano rifiuta l’aiuto
USA nelle indagini. L’ambasciatore sarà ucciso. Brezinski: l’URSS ha mire
territoriali in Afghanistan e in tutta la zona del Sud-Est asiatico. Fa
pressione per una decisione del NSC per favorire gli insorti à Aiuto segreto ai dissidenti islamici. Non
sapendo quale gruppo armare, preferiscono armare gli alleati pakistani
(Hekmatar).
Direttiva Carter del 3-07-1979: la CIA è
autorizzata ad aiutare con spese non militari i ribelli (propaganda, operazioni
psicologiche,equipaggiamento radio, materiale medico, cash). L’Arabia Saudita
aiuterà gli USA. Ciò verrà confermato da un’intervista di Brezinski del 1998 e
si dichiarò consapevole che ciò avrebbe causato l’intervento sovietico militare
in Afghanistan. Gli USA cercavano proprio l’intervento militare dell’URSS per
dargli il “loro Vietnam”, cioè una Guerra che avrebbe prodotto una forte spesa
con successivo indebolimento e dissoluzione del regime sovietico. Non ci fu
ripensamento neppure nell’aver armato i fondamentalisti islamici. Il
24/25-12-1979: comincia l’invasione sovietica e cerca di portare il PDPA
(democratici moderati) al potere. Viene informata l’ambasciata USA. Il governo
perse il controllo di 23 provincie su 28. L’invasione simbolizza la fine della
capacità sovietica di stabilizzare la propria influenza in Afghanistan (come
avvenne per gli USA nel Vietnam). Tale evento coincide per gli USA con la fine
della loro influenza in Iran e molti altri Paesi del terzo mondo. Si va alle
nuove elezioni.
L’azione URSS pone la minaccia pure per
l’Iran e il Pakistan. La DIA afferma che l’URSS voleva controllare
l’Afghanistan per avere maggiori spinte nel subcontinente indiano. Dopo la
rivoluzione iraniana, gli equilibri nel Golfo Persico si erano spostati a
favore dell’URSS.
DOTTRINA CARTER (Politica del “Doppio Binario”:
Diplomazia discreta e negoziati).
Discorso Stato dell’Unione (23-01-1980):
“un’aggressione non risposta diventa come una malattia contagiosa”. Parla
dell’Iran e dell’Afghanistan: “un tentativo di qualunque forza esterna di
ottenere il controllo del Golfo Persico, sarà considerato come un attacco agli
USA e sarà respinto con i mezzi necessari”. Si rifà alla Dottrina Monroe del
1903. Tuttavia Carter cerca delle alternative per:
1.rallentare l’avanzata sovietica.
2.far pagare a Mosca l’intervento militare.
Sanzioni e boicottaggio delle Olimpiadi di
Mosca. Gli USA presero accordi con Stati asiatici e con i Mujaheddin. Alcuni
funzionari USA non credono nell’avanzata e chiedono della diplomazia discreta
di svolta. I repubblicani vogliono accusare i democratici di Carter. Tuttavia
non ci si fida di tali negoziati e si preferisce armare i Mujaheddin. Carter
seguirà un “doppio binario” fatto di diplomazia discreta (o segreta) e
negoziati. Con le elezioni del 1980 Reagan batté Carter e armò vari gruppi
contro il comunismo inaugurando la Dottrina Reagan. Reagan mette quindi da
parte il binario della diplomazia e armò tutti i gruppi che son contro il
Comunismo (caso Contras in Nicaragua). Non potendo far passare una legge per
armarli, si affidò all’aiuto dell’Iran.
CONTRASà visti da Reagan come freedom fighters
perché lottano contro il comunismo.
Gli USA vogliono che i Mujaheddin spingano
l’URSS allo scontro logorante. Paese che svolge una funzione chiave, poiché
arma i ribelli, è il Pakistan del Generale Zia che, con il contributo di Casa
Saud, riceverà 3 miliardi di dollari. In termini di armi il contributo sarà in
missili anticarro e missili Stinger. Mai prima d’ora la CIA aveva consentito
l’appoggio con armi fabbricate negli Stati Uniti. Venne fatto un forte uso
della diplomazia pubblica per screditare l’URSS attribuendogli varie
distruzioni.
RITIRO URSSà i costi furono altissimi (si parla di
miliardi di rubli), il morale era a terra, diffusione droghe, timori nelle
vicine popolazioni delle Repubbliche Islamiche Sovietiche, guerra impopolare.
Mikail Gorbacev aveva un nuovo approccio per il Terzo Mondo. Aprile 1988:
Accordo di Ginevra che porta al ritiro delle trupppe sovietiche
dall’Afghanistan. Il ritiro sarà completato il 15-02-1988. Ciò portò a non
appoggiare più i regimi sovietici nel mondo e ha accelerato la definitiva
dissoluzione del 1991.
Inizialmente i Taliban erano un mix di
mujaheddin di etnia pashtun che, dopo il ritiro dell’URSS, hanno marciato per
ottenere il potere. Nel 1996 presero la capitale Kabul. Prima dell’11-09-2001
l’Occidente collaborava con i Talebani con un mix di diplomazia e soft power.
Seppur dapprima isolati i Taliban si fecero notare per i loro comportamenti
(distruzione santuario in Pakistan; comportamenti verso le donne) che li
portarono a delle sanzioni. Clinton cercò di avviare un dialogo ma si rifutò di
riconoscere il governo talebano. Fece molte pressioni per far espellere Osama
Bin Laden dal paese. Per far cessare i comportamenti discriminatori nei confronti
della donna da parte dei Taliban fu emanata tutta una serie di risoluzioni UN.
Nel 1997 l’ambasciata USA nell’Afghanistan chiusa e nel 1999 il Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite impose delle sanzioni contro i Taliban e Al-Qaeda
congelando i loro fondi e ponendo delle restrizioni di viaggio per i suoi rappresentanti.
DOPO L’11-09-2001 L’ONU EMANERA’ DELLE PESANTI RISOLUZIONI.
Ris. 1368: emanata in data 12-09-2001.
Sancirà la nascita dell’ISAF, condannerà gli attacchi, richiama al diritto di
autodifesa e impegnerà a combattere il terrorismo e chi lo appoggia. Tra le
motivazioni UN vi era un certo pragmatismo: certi di una risposta militare USA,
l’ONU vuole che si rispettino le istituzioni internazionali (chiede quindi di
attendere la risposta del Consiglio di Sicurezza) per evitare che gli USA
agiscano da soli. Gli USA all’inizio accettano ma poi si comporteranno in modo
totalmente diverso. Il Dos appoggiato dalla GB inizia a scrivere una
risoluzione per poter avere l’appoggio nella lotta al terrorismo. Tale
risoluzione, scritta in pochi giorni, verrà accolta positivamente dal Consiglio
di Sicurezza UN che il 28-09 chiederà con una risoluzione agli Stati membri di:
Ris. 1373: per bloccare i fondi destinati
ai Paesi terroristi; espellere i terroristi dai propri Paesi, finanziare la
lotta al terrorismo, condividere informazioni e mandare rapporto. Istituzione
comitato sul terrorismo per controllare. Tale comunità d’intenti verrà meno a
seguito dell’intervento militare USA. Infatti gli USA non vogliono più essere
limitati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e il 7-10 lanciano
l’Operazione “Enduring Freedom”, un’operazione solo USA al fine di scacciare i
Taliban che non passa per il Consiglio ONU. Il 9-10 sarà emanata una lettera
che annuncia che gli Stati Uniti hanno iniziato azioni nell’esercizio dei suoi
diritti di autodifesa a seguito degli attacchi dell’11 settembre. Gli USA
saranno chiamati ad apparire davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni
Unite. L’amministrazione Bush jr. non voleva dar idea che necessitasse il
permesso ONU per le operazioni militari USA. Gli Stati Uniti non son d’accordo
per discutere davanti al Consiglio di Sicurezza ONU. Le forme erano tuttavia
state rispettate. La convinzione è che la lotta al terrorismo sia una lotta di
tutti. Osama bin Laden con i suoi comunicati ha rafforzato tale convinzione.
Le UN si attivano per decidere chi
sostituirà i Taliban. Con la risoluzione 1368 vien istituita l’ISAF, posta
sotto comando inglese, al fine di garantire la sicurezza di Kabul e dei suoi
dintorni. Non si mandano delle missioni di Peacekeeping ma una missione di
Paesi volontari per far ciò. Nel 2003 per garantire un miglior funzionamento il
comando passa alla NATO e il mandato riguardò tutto l’Afghanistan.
PATTO
DI VARSAVIA (1955-1991):
istituita nel 1955 tra l’URSS e i Paesi dell’Europa Orientale. Fondamento
giuridico è l’articolo 51 della Carta ONU. Sostituiva i precedenti accordi
bilaterali. Pregiudica l’autotutela individuale collettiva in caso di attacco a
un loro membro fino a che il Consiglio di Sicurezza non ha deciso. Fu la
risposta dell’entrata della RFT nella NATO -> tale fatto portò le truppe ONU
vicino al confine dell’URSS. Riguardava 8 Stati: Romania, Ungheria, RDT,
Albania, Cecoslovacchia, Bulgaria, Polonia e URSS. Nel 1953 le ribellioni nella
RDT e nell’Europa Orientale spinsero a tale alleanza per meglio legare le
capitali dei vari Paesi. C’era un patto di mutua difesa e di non interferenza
(anche se l’URSS esercitò sempre un controllo predominante e soffocò le
ribellioni). Intervento nella RDT nel settembre 1990 e nell’ottobre dello
stesso anno toccò alla Cecoslovacchia. Nel 1991 ci fu il crollo dell’URSS.
SEATO (1954-1977): nasce nel settembre 1954 e
fu formata da Australia, Filippine, Nuova Zelanda, GB, USA, Francia, Thailandia
e Pakistan. Gli USA entrano in Indocina e lo scopo della SEATO era di
bilanciare l’avanzata del Comunismo nel Sud-Est. Laos, Cambogia e Vietnam erano
legati da neutralità e divennero osservatori. Australia e Nuova Zelanda erano
interessati a ciò per la loro posizione nell’Oceano Pacifico. Il Pakistan,
allora in lotta con l’India, vi aderì per aver appoggi. Gli USA di Eisenhower
miravano al contenimento del Comunismo. La SEATO, con sede a Bangkok non aveva
una vera e propria forza militare (ospitava esercitazioni). In seguito
contribuì a migliorare le condizioni di vita di tali Paesi, sebbene
inizialmente non era previsto. La NATO sponsorizzò molte iniziative della
SEATO. Con la guerra nel Vietnam, gli USA videro nella SEATO come una sorta di
legittimazione giuridica per il loro intervento armato. Le debolezze di tale
patto furono legate alle consultazioni, lasciando la libertà di difesa al
singolo Stato (al contrario della NATO, non disponeva della capacità di
decisione automatica). Venne anche accusata di essere una nuova forma di
colonialismo occidentale. Negli anni 70 ci fu il primo abbandono: Pakistan e
Francia non appoggiarono l’intervento USA nel Vietnam e così nel 1973 il
Pakistan fu il primo a uscire dall’allenanza. Nel 1975, finita la guerra,il
modus operandi dell’alleanza venne meno e nel 1977 la SEATO ebbe ufficialmente
fine.
CENTO (1955-1979): composta da Iraq, Turchia,
Iran, Pakistan. Creata pe promuovere la difesa e condivisione degli obiettivi
politici, economici e militari fu fondato nel 1955. Non vi sono gli USA che
partecipano come osservatori. È anch’essa volta al Contenimento del Comunismo.
Nel 1959, dopo la rivoluzione iraniana, prese il nome di CENTO –Central Treaty
Organization). Agli inizi degli anni 50 il Governo USA voleva impegnarsi nella
creazione si un commando nel MO per garantire sicurezza ma le tensioni
nell’area impedirono il raggiungimento di tale obiettivo. Gli Stati Uniti si concentrarono
sul “Northen Tier” (linea di Paesi che formavano un confine tra URSS
meridionale e MO). L’idea era di collegare l’ulltimo Stato NATO con il primo
Stato SEATO. Patto del 1955 tra Iraq e Turchia poi esteso agli altri.
L’opposizione giordana, vicina ai palestinesi, non permettè al proprio sovrano
di ratificare l’accordo. Gli USA fecero accordi bilaterali con singoli Paesi e
rimasero come osservatori per per non scontentare Israele e la lobby
israeliana. A seguito della “Crisi di Suez” ci fu una perdita di prestigio
della GB. Una serie di eventi nel 1958
mirava la stabilità nella regione (inclusa l’unione tra Siria e Egitto nella
Repubblica Araba Unita). Nel 1979 Iran e Pakistan uscirono dalla CENTO. Gli USA
firmarono pure dei trattati bilaterali per rafforzare l’invio di truppe
militari e di aiuti. La CENTO non disponeva di truppe. Nel 1979 con l’abbandono
dell’Iran e del Pakistan la CENTO conobbe la sua fine.
Iran àRivoluzione iraniana.
Pakistan àPer non aver ottenuto appoggi nella guerra
contro l’India.
NATO (nasce nel 1949. È formata da 28 Stati.
Le dottrine NATO seguono di pari passi le dottrine di sicurezza USA):
Paesi membri sono i 12 Paesi fondatari del
Patto Atlantico (NAT: Belgio,Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Norvegia,
Luxemburgo, Olanda, Portogallo, Italia, GB e USA). Patto atlantico (NAT) e NATO
NON sono sinonimi.
Gli avvenimenti che porteranno alla
formazione della NATO sono:
-
La
perdita del monopolio nucleare degli Stati Uniti.
-
La
vittoria comunista in Cina e la nascita della RPC (1949).
Fondata in base a criteri militari, la
NATO ha una “OPEN DOOR POLICY” basata sull’Art.1° del Trattato di Washington
(NAT), che dichiara la membership aperta a qualunque Stato Europeo in posizione
di portare avanti i principi del Trattato e garantire la sicurezza dell’
Atlantico del Nord.
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1949: Trattato atlantico a Washington
Disciolta l’URSS, l’art.2 tornò utile anche per giustificare la
persistenza della NATO à Potenziamento
dell’attività politica. I membri della NATO sono 28.
Art 4: obbligo di consultazione.
Art 5: Casus Foederis: causa operativa dell’alleanza. Quando diventa
operativa? In caso di aggressione a Paese membro. Risposte opportune. NON è
un’alleanza automatica. Ogni Stato sceglie le misure idonee. MAI invocato
durante la Guerra Fredda. Si con l’11 Settembre. Ricopre: Nord America, Europa
e le isole dei Paesi contraenti.
Art 9: Stabilisce il Consiglio Atlantico.
Art 13: vent’anni dopo, se si vuole, si può uscirne.
I Paesi NATO non ebbero mai ribellioni al loro interno e c’era un
principio di consiglio paritario.
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Il primo allargamento avvenne nel 1952 con la Grecia e la Turchia (che
avevano rapporti conflittuali) per rinforzare il fianco Sud e portare
l’alleanza il più possibile a Oriente. Nel 1955 vi entrò la RFT, portando così
l’alleanza il più a Est possibile. Con
la riunificazione della Germania, avvenuta nel 1990, i landers della RDT
entrano nella RFT e quindi l’intera Germania è all’interno della NATO. Nel 1982
entra pure la Spagna. Dopo la Guerra
Fredda vi fu l’allargamento più cospicuo. Nel 1997 la Repubblica Ceca,
l’Ungheria e la Polonia furono i primi Paesi ex-URSS a entrare nella NATO.
Nell’aprile del 1999 si ha il MAP (piano d’azione della Membership) che mira ad
aiutare nei preparativi i Paesi che vogliono entrare nella NATO. Nel 2002
iniziano i colloqui per far entrare Bulgaria, Romania, Estonia, Lituania,
Lettonia, Slovacchia e Slovenia che nel 2004 entrarono ufficialmente nella NATO
costituendo l’allargamento più grande. Nel 2009 entrarono nell’alleanza pure
Albania e Croazia. Hanno aderito in precedenza al MAP e hanno collaborato con
la NATO in vari programmi di difesa e hanno accettato le riforme per modificare
le proprie istituzioni. Nel 2008 hanno firmato i protocolli di accesso e son
entrati nella NATO nel 2009.
Partners: oggi collabora con diverse strutture a livello internazionale che con singoli Stati:
Partners formali: Consiglio della Partnership EuroAtlantica (EAPC);
Dialogo Mediterraneo (comprendente Israele e i Paesi Arabi); Iniziativa
Cooperazione d’Istanbul (che riguarda la cooperazione con il Consiglio di
Sicurezza del Golfo).
Partner nel Mondo:UN, EU, OSCE (Sicurezza e cooperazione europea).
DELEGAZIONI NAZIONALI:
Ogni Stato membro della NATO ha una delegazione al quartier generale
della NATO a Bruxelles. La delegazione ha uno status simile a un’ambasciata. A
capo vi è un ambasciatore o un
“rappresentante permanente” che agisce sulla base di istruzioni dalla propria
capitale. Tali delegazioni si trovano tutte in uno stesso edificio. Possono
tenere contatti con l’International Staff della NATO e con il personale
militare internazionale. La funzione della delegazione è duplice: Rappresenta
il proprio Paese;
Contribuisce al processo di consultazione.
Le delegazioni sono composte da funzionari del Ministero della Difesa
o degli Esteri.
PROCEDIMENTO DECISIONALE per CONSENSUS
Alla NATO non si vota ma si decide per Consensus dopo discussione e
consultazione dei Paesi membri. L’accordo vien raggiunto dall’accordo comune.
Tale processo è applicato a ogni singolo comitato. Le decisioni son prese
rapidamente. Il Segretario Generale della NATO facilita tale processo. Il
Consenso dà compatezza alle decisioni.
ISTITUZIONI
La NATO lavora attraverso dei Comitati:
-Nuclear Planning Group (NPG): fondato nel 1966 da un suggerimento
statunitense per integrare le armi nucleari nell’alleanza, formato da tutti i
Paesi membri ad eccezione della Francia che rientrò nel comando integrato dopo
l’11 Settembre. È presieduto dal Segretario Generale e il compito è quello di
osservare e rivedere le politiche nucleari della NATO per adattarle alle
situazioni delle mutuabili sfide di sicurezza dell’ambiente internazionale. Ci
si incontra a livello di ambasciate e una volta all’anno a livello di Ministri
della Difesa.
-North Atlantic Council (NAC): è il principale Comitato politico del
Decision Making. È l’AUTORITA’ FINALE entro la NATO ed è l’unico Comitato
previsto Trattato –Art.9-
-Military Committee (MC): è composto da Autorità Militari con
esperienze nella NATO. È il più antico organismo permanente dopo il NAC. È la
fonte primaria di consigli militari agli altri Comitati civili NATO (NAC e
NPG). Il parere del Consiglio militare è richiesto ogni volta prima
dell’autorizzazione a un’operazione militare. Rappresenta un collegamento
essenziale tra decisioni del potere politico e struttura militare della NATO.
-Incontri al vertice: essi danno opportunità ai Capi di Stato e di
Governo di valutare e dare direttive strategiche per le attività NATO. Tali
incontri sono stati spesso utilizzati per introdurre nuove politiche, invitare
nuovi membri, lanciare iniziative importanti, creare partnership con Paesi NON
appartenenti alla NATO. Dalla fondazione della NATO a oggi ci sono stati 25
summit. Il più recente è stato a Chicago nel maggio 2012.
-Segretario Generale: il Segretario Generale non è un militare ma un
civile ed è considerato il funzionario internazionale principale. Questa
persona è responsabile del ruolo di guida del processo di consultazione e di
decision making nell’Alleanza e si assicura che le decisioni vengano attuate.
Il Segretario Generale è il principale portavoce della NATO ed è il capo
dell’International Staff. La funzione di Segretaro Generale dev’essere
ricoperta da un uomo di Stato con molta esperienza ad alto livello politico in
uno dei Paesi membri (all’epoca era Rasmussen). Tale persona viene nominata dai
governi dei Paesi membri della NATO ogni 4 anni (ma con mutuo consenso il
mandato può essere esteso fino a 5 anni). Tradizionalmente tale carica è
spettata a un europeo.
-INTERNATIONAL STAFF (IS): quasi 12000 civili lavorano con l’IS della
NATO a Bruxelles. Il compito principale dell’IS è dare consiglio e supporto
amministrativo alle delegazioni nazionali. L’IS aiuta per l’attuazione delle
decisioni prese a livello dei diversi comitati e appoggia il processo
decisionale dentro l’alleanza. L’IS è guidata dal Segretario Generale che, dal
punto di vista amministrativo, risulta anche lui esserne membro. Il personale
vien reclutato dallo staff dei vari Paesi appartenenti alla NATO.
-Petroleum Committee (PC): il PC è il principale consigliere per le
questioni del petrolio e le operazioni logistiche dell’Alleanza; compreso il
NATO PIPELINE SYSTEM (NPS) e altre installazioni petrolifere, oltre che su come
maneggiare l’equipaggiamento. Riferisce al Comitato della logistica su
questioni correlate alle esigenze petrolifere della NATO e su come far fronte a
tali esigenze in tempo di pace, di crissi e di conflitto (incluse le spedizioni
all’estero – caso ISAF).
-NATO Pipeline System (NPS): lungo 12000 Km attraversa 13 Paesi NATO.
È un sistema di oleodotti finalizzato ad assicurare che l’esigenza e la
distribuzione di prodotti petroliferi possa essere fatta in qualunque momento.
Consiste in 10 diversi punti di immagazzinaggio e distribuzione per carburanti
e lubrificanti. Tale sistema fu costruito durante la Guerra Fredda.
-Centrale Europe Pipeline System (CEPS): Il CEPS è il più grande punto di stoccaggio del NPS. Viene
incontro alle esigenze di operazioni nell’Europa centrale in tempo di pace, crisi
e conflitto. Altri usi sono per motivi commerciali sotto controlli severi per
rifornire carburante ad aerei di diversi aeroporti molto importanti
(Francoforte, Zurigo, Bruxelles,Amsterdam). È utilizzato da Germania,
Lussemburgo, Olanda, Belgio, Francia e dagli USA.
ARMI NUCLEARI
La Commissione del Disarmo delle Nazioni Unite hs creato dei
pricipi-guida per la creazione di una Nuclear
weapon Free Zone. Tale zona libera dagli esperimenti nucleari riguarda: il
Sud America fino al Messico, la Mongolia, l’Asia centrale, l’Indonesia,
l’Africa, l’Oceania e la zona Antartica. I principi e le linee guida sono
stabilite con accordi tra gli Stati dell’area interessata e devono essere
perseguiti da tutti gli Stati appartenenti a quell’area. Gli Stati con la tecnologia
nucleare devono essere consultati durante le negoziazioni di ogni singolo
accordo e dei suoi sviluppi al fine di facilitare la loro firma e le eventuali
ratifiche. Diversi sono i trattati che hanno portato alla creazione della NFZ.
-Trattato di Non Proliferazione delle armi nucleari (NPT)
L’iniziativa delle Nazioni Unite è entrata in vigore nel Marzo 1970
con lo scopo di impedire la creazione delle armi nucleari. I 190 Stati che vi
hanno aderito son divisi in due categorie:
1-
NWS (Stati con l’arma
nucleare). Sono gli USA, la Russia, la Cina, la Francia e la GB.
2-
NNWS (Stati senza l’arma
nucleare).
In nome del trattato le 5 potenze nucleari si impegnano nel perseguire
un completo disarmo mentre gli Stati NNWS assumono l’impegno di abbandonare lo
sviluppo e l’acquisto delle armi nucleari. Il NPT ha una membership quasi
universale. Ci son dei Paesi che pur possedendo l’arma nucleare rimangono fuori
da tale trattato come l’India, Israele e Pakistan. Il Trattato stabilisce un
sistema di salvaguardia sotto la responsabilità dell’IAEA.
Tuttavia i recenti sviluppi che han visto l’abbandono della Russia e
degli Stati Uniti han fatto venire meno l’importanza di tale trattato.

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