L'IMMIGRAZIONE ITALIANA IN BRASILE

 L’ abolizione della schiavitù (1888) è stata considerata da molti storici il detonatore della grande migrazione italiana ed europea verso il Brasile. Il venir meno del lavoro degli schiavi proprio nel periodo aureo delle esportazioni del caffè privò fazendeiros ed elite repubblicane di un elemento fondamentale per la loro ricchezza, vale a dire la manodopera gratuita, costringendoli a rapidi ed efficaci provvedimenti che andarono a coincidere fortunatamente con un momento di grande miseria del bracciantato italiano. Non fu solo una fortuita coincidenza tra domanda e offerta. La scelta di privilegiare, con sostegni concreti, il reclutamento di manodopera italiana aveva un significato più profondo, che si combinava ad un preciso progetto politico dovuto al mutamento dell’assetto istituzionale del paese. La proclamazione della Repubblica Federale brasiliana nel 1889 significava avviarsi alla costruzione della nazione e dei cittadini, e il primo passo in questa direzione fu realizzato attraverso il popolamento delle zone a bassa densità demografica e insieme la civilizzazione della popolazione autoctona. Entrambi i propositi – popolamento e formazione del mercato del lavoro – erano legati da un’altra questione: la necessità di rigenerazione fisica del popolo e la riforma morale della società che le autorità realizzarono attraverso «un calcolo razziale [che] orientava come si doveva procedere alla costituzione del tipo umano brasiliano»,[6] e che spiega la propensione per l’immigrato italiano. Infatti tra i fattori determinanti del «calcolo razziale» del buon lavoratore e buon cittadino stavano:
- il colore bianco della pelle;
- il carattere mansueto e remissivo;
- la fede cristiana;
-la dedizione al lavoro e alla famiglia.
Con l’obiettivo di «costruire l’“ordine morale attraverso la fede cristiana, l’ordine civile attraverso la legge e l’ordine economico attraverso l’educazione al lavoro»[7] gli italiani, dunque, migrarono in Brasile. Per questi motivi che gli attraenti provvedimenti migratori varati dal governo brasiliano (come i sussidi per il viaggio – in questo caso si parla di migrazione “artificiale” – e la promessa della distribuzione di lotti di terreno una volta giunti in terra Brasiliana),[8] furono indirizzati prevalentemente al ricco bacino di popolazione e manodopera italiana.
https://drive.google.com/file/d/1zVEPIqA9bPiHqHOatkUfHK-cIQ60H_TF/view?usp=sharing

Commenti

Post popolari in questo blog

La Bomba Molotov

STORIA DEL PETROLIO -6