STORIA DEL PETROLIO -3

L’OPEC (ORGANIZATION OF Petroleum Exporting Countries)

1960: Paesi fondatori ---> Arabia Saudita, Iran, Iraq, Kuwait, Venezuela. Oggi i Paesi son molti di più.
Sin dagli inizi degli anni ’50 esistevano degli incontri tra gli esperti arabi del petrolio ed erano mossi dal comune scopo di fare una guerra economica contro Israele. Tra questi tsperti si inserisce pure Nasser che non era un esportatore di petrolio, ma dal punto di vista petrolifero aveva:
-Contratti con l’ENI
-Progetti di costruzione di raffinerie e di una flotta di petroliere.
-Possedeva Suez che assieme alla UAR dominava il transito del petrolio (Trans Arabian Pipeline e Iraqi Pipeline).
Il Venezuela è un paese ricco di petrolio la cui scoperta risale al 1922. La società maggiormente coinvolta fu la Royal Dutch Shell e nel 1929, il Venezuela risultò essere la più grande fonte di produzione della Shell. Nel 1932 il Venezuela fù il più grande fornitore della GB. In seguito altre compagnie (d’origine americana) ottennero le concessioni della Standard Oil of New Jersey e della Gulf. Gli investimenti su larga scala in Venezuela fu possibile grazie al dittatore Juan Vincente Gomez (1908 – 1935). Sono gli anni della “Generazione del ‘28”, un movimento di studenti universitari che diventa un importante gruppo di opposizione, che voleva ridefinire i rapporti con le compagnie. Con la pressione USA, nel 1943 fu siglato il primo accordo 50-50. Dopo un breve periodo di democrazia, nel 1948 torna la dittatura che durò fino al ’58, con l’appoggio americano, e collaborò con le Comppagnie (pure United Fruit e Chiquita). Molti leader del precedente governo erano stati molto prominenti. I sentimenti verso gli US furono molto ostili (visita e sputi a Nixon nel 1958).

Ciò che iincide di più sul prezzo della benzina sono le tasse statali e non il prezzo del petrolio in sé. Il Ministro dello Sviluppo durante il periodo democratico fu il signor Perez Alfonso che nel 1948 fu prima arrestato e poi esiliato dapprima in Messico e poi a Washington dove approfondì gli studi sull’industria del petrolio. Nel 1958, in Venezuela, divenne Ministro delle Miniere e degli Idrocarburi. Egli conosce i pericoli derivanti dall’industria del petrolio e cerca di combatterli (DUTCH DISEASE. The car in the garden). I suoi scopi erano:
1-Aumentare i profitti petroliferi del Governo.
2-Trasferimento di maggior potere delle Compagnie al Governo venezuelano per quanto riguarda la produzione e il marketing.
3-Era convinto che dovesse essere lo Stato a decidere sulla produzione e disposizione del petrolio e non le compagnie estere.
4-Inoltre desideravaa cercare un accordo con i produttori del M.O. perché aumentassero le tasse sul loro petrolio.
Nel 1959 le quote minime d’importazione sul petrolio straniero da parte degli USA contribuiscono a rendere ancor più difficile la questione venezuelana.
NB: Messico e Canada erano esclusi da tale quote protezioniste, mentre il Venezuela ne fu particolarmente colpito!!
La proposta di Alfonso fu di creare un Sistema Petrolifero dell’Emisfero Occidentale diretto dai Governi e non dalle Compagnie e gli US si riservavano la facoltà di dare quote d’importazione a ogni Paese. Tuttavia non ricevette alcuna risposta! Il governo Venezuelano sentendosi insultato incarica Alfonso di trovare alleanze e risposte altrove. Le trovò nel M.O.
Parliamo di Abdullah Tariki detto “lo Sceicco Rosso”…
Studiò al Cairo e in Texas e lavorò come geologo per la Texaco e nel 1948 tornò in Arabia e nel 1955 verrà nominato a capo di un nuovo Direttorato degli Affari Minerari e Petroliferi. Nel suo team di esperti incluse degli avvocati americani al fine di rivedere alcuni accordi concessi alle Compagnie Aramco da parte della Famiglia Saud. A.Tariki era un fervente nazionalista e supportò Nasser. I suoi principali obiettivi erano:
-Verificare e controllare le basi legali delle concessioni Aramco.
-Acquisire il controllo dei processi di raffinazione e marketing in previsione di una grande Compagnia Saudita che lavorasse in tutte le fasi della produzione.
-Sognava di poter nazionalizzare l’Aramco.
La sua attività andava contro i principi della famiglia Saud –che era filoamericana- tuttavia non venne fermato poiché vi era una lotta per la successione al potere tra i figli di Aziz. Ciò diede a Tariki una libertà di azione. Nel 1959 oltre alle quote minime d’importazione, un altro provvedimento colpì l’Arabia: il drastico taglio del prezzo del petrolio che si traduce in una riduzione dei profitti dei Paesi produttori. Immediatamente Tariki mira a controllare i prezzi e la produzione..
Perché il prezzo del petrolio scende???
La domanda di petrolio negli anni ’50 era molto salita. Tuttavia era salita pure l’offerta (in modo molto maggiore della domanda) e ciò significava che il prezzo di mercato era sceso in relazione al prezzo ufficiale.
I profitti dei Paesi produttori erano calcolati sulla base del prezzo ufficiale (50%). Da tale situazione ii Paesi produttori prendevano molto di più del 50% dei profitti e i costi erano assorbiti dalle compagnie. Le quote d’importazione degli US riducevano i guadagni del petrolio straniero. Son quindi necessari nuovi mercati ma per ottenerli è necessario diminuire i prezzi! Un nuovo concorrente si palesò: il petrolio russo. Dopo la II°GM molti investimenti sul petrolio furono promossi da Stalin. N.Baibakov si occupò della zona del Volga e degli Urali. Nel 1950 la Russia sarà il secondo produttore mondiale. Il prezzo del petrolio era basso per agevolare le esportazioni.
Allen Dulles (direttore della CIA) disse: “il mondo libero è minacciato dalla capacità sovietica di disturbare dei mercati consolidati”. La principale paura degli Stati Uniti era che l’URSS rendesse dipendende l’Europa del proprio petrolio; rompendo così il patto NATO e gli accordi di Mattei sembravano confermare tali paure. Il petrolio sovietico diventà così un’arma della Guerra Fredda. Nel 1958 inizia la crisi di Berlino. Delle regole NATO stabiliscono i rapporti commerciali con l’URSS. In conclusione, il taglio dei costi del ’59 è il risultato di una decisione politica. Nel 1950 prende avvio la Conferenza del Cairo. La locazione combina l’importante ruolo che aveva l’Egitto. Vi parteciparono circa 400 persone inclusi gli osservatori (Alfonzo, Iraq, Compagnie). Molto attiva fu Wanda Jablonski, una giornalista del “Petrolium week” che in seguito diverrà direttrice della rivista “Petrolium Intelligence Weekly”. Con la sua mediazione si svolsero dei colloqui privati tra il venezuelano Alfonzo e l’arabo Tariki che poi si estese ad altri (Kuwait, Iran e Iraq). Da ciò ne scaturì il c.d. Gentlemen Agreement che raccomandava i rispettivi governi nel:
-Stabilire una Commissione Consultiva del Petrolio nei Paesi interessati.
-Difesa della struttura del prezzo.
-Abolire il 50-50.
-Costruire una raffinazione personale.
-Muoversi anche nell’ultima fase del trasporto.
Nell’agosto 1960 c’è un nuovo taglio dei prezzi e una conseguente riduzione dei profitti delle Compagnie. Alfonzo e Tariki chiedono un nuovo incontro che verrà organizzato a Bagdad da Kassem (leader Iraq) e comprenderà solo i Paesi esportatori –NO EGITTO-. Kassem era interessato nella creazione di un’Organizazione per aver maggiore autorità sull’Iraq Petroleum Company (IPC). Nel settembre 1960 nasce a Bagdad l’OPEC con 3 Paesi arabi (Arabia Saudita, Iraq e Kuwait) più l’Iran e il Venezuela (Questi producevano più dell’80% delle esportazioni di petrolio). Le Compagnie non credevano nella forza dell’OPEC e i primi anni sembrano dimostrare tale fatto. Il Messico non entrà nell’OPEC perché aveva nazionalizzato la risorsa. Il Brasile non entra perché allora il petrolio non era stato ancora scoperto.

-Problemi OPEC; Nuovi produttori; La guerra dei 6 giorni; Fine della PAX britannica-
In Arabia Saudita, nel 1964, si conclude la lotta al potere all’interno della famiglia Saud con la vittoria del figlio Faisal. Faisal era antinasseriano e filoccidentale e non vedeva di buon occhio neppure Tariki per le sue attività. Di conseguenza Tariki sarà licenziata e Ahmed Zaki Yamani (fautore delle “domeniche a piedi”) ne prenderà il posto. AZY fondò la prima università sul petrolio e ha fondato il primo studio legale che si occupa di tali questioni.
Sempre nel 1964 verrà creata l’OLP (Organizzazione Liberazione Palestina). F . è meno propenso a sfidare l’Aramco per proteggere gli interessi della famiglia Saud.
PROBLEMI DELL’OPEC – Rivalità tra Arabia Saudita e Iran (per leadership del mondo arabo); Dimissioni di Alfonzo. Nuova linea di relazioni US con il Centroamerica (Alliance for Progress) che presto si conclude; IRAQ: pretese territoriali sul Kuwait. L’Iraq reclama la sua leadership sul mondo arabo.




Campi petroliferi in Sudafrica (cd. “Nuova frontiera”), Gabon, Sahara e Algeria, che dal ’54 era in lotta per l’indipendenza –i francesi sospettavano che le Compagnie fossero d’accordo con i ribelli-.
La prima a muoversi fu la Francia di De Gaulle in base alle concezioni di rendersi indipendente dalle Compagnie facendo delle prime ricerche.
Nel ’56 la crisi di Suez e l’atteggiamento antifrancese da parte degli USA confermava l’esigenza di avere delle risorse indipendenti. Nel ’62 ci furono gli accordi di Evian che, alla fine della Guerra d’Algeria, sancirono che alla Fraancia sarebbero rimasti i domini petroliferi. Nasce l’ELF (Compagnia petrolifera francese). Nel 1956 ci fu la scoperta del petrolio nel Delta del Niger da parte di una joint venture formata dalla Shell e dalla BP. I ritrovamenti più importanti vennero fatti in Libia –allora governata da re Idris- che aveva degli accordi con gli USA per via di un’importante base aerea (base Wheelus). Già dal 1950 si presumeva l’esistenza del petrolio. Le leggi petrolifere del 1955 incentivavano l’esplorazione e lo sviluppo dell’industria. La Libia dava delle piccole concessioni a un gran numero di compagnie indipendenti, per evitare l’insorgere di grosse compagnie in grado di controllare tutto!
La royalty per il Governo si basava sul prezzo di mercato. Nel 1959, ci furono i primi ritrovamenti in Libia. Il petrolio libico presentava: alta qualità del prodotto, facilità di trasporto, si pensava che la situazione politica fosse stabile. Man mano che i nuovi Paesi diventavano esportatori, aderivano all’OPEC.

Sarebbe il terzo conflitto arabo-israeliano dopo i fatti del 48 (enhakda) e del 56 (Suez). I Paesi arabi dell’OPEC utilizzano il ppetrolio come arma politica –EMBARGO. Evoluzione dell’atteggiamento USA verso il conflitto arabo-israeliano:
-TRUMAN: ha promosso la creazione d’Israele e cerca di bilanciarsi tra le due parti (politica del 50 e 50)
-EISENHOWER: dopo Suez appare preoccupato dal fatto che l’URSS avrebbe potuto accedere al mediterraneo, appoggiando i Paesi arabi (dottr.Eisenhower)
-KENNEDY: politica di equidistanza tra Nasser e Israele. Tuttavia con K. inizia la vendita di missili Hawk a Israele, tutto al fine di: garantire equilibrio nel MO poiché l’URSS già aiutava l’Egitto.. distogliere israele dalla produzione di armi nucleari (centrale Negev). Israele dice che non saranno i primi a dotarsi di armi nucleari. JFK è il primo presidente che definisce “speciali” le relazioni USA-ISRAELE. Si pone il problema della sicurezza dello Stato ebraico.
-JOHNSON: si avvicina maggiormente a Israele per via di:
Critiche Congresso USA sulla politica di aiuti alimentari verso l’Egitto promossa dal Governo Kennedy.
Manifestazioni del Congresso a favore di Israele.
Deterioramento dei rapporti con l’Egitto a causa dei legami Nasser-Urss e per via delle pressioni che esercitava sulla Libia al fine di mandare via gli USA.
Desiderio di >Johnson di ottenere l’appoggio degli ebrei americani per vincere in Vietnam e di conseguenza riaffermarsi alle successive elezioni presidenziali. L’avvicinamento si concretizza con la vendita di carri armati attraverso la RFG (Repubblica federale di Germania –Germania Ovest-) e l’Italia poiché non potevano farlo direttamente. Nel 1965 la cosa trapela e la RFG si tirerà fuori dalla faccenda.
-DOTTRINA HALLSTEIN (qualunque Stato riconosceva la RDG non sarebbe stato riconosciuto dalla RFG). Gli USA iniziano una vendita diretta delle armi estendendola anche ai Paesi arabi moderati come la Giordania.

-GUERRA DEI 6 GIORNI
Chiusura dello stretto di Taran da parte di Nasser e invio delle truppe nel Sinai. Il 5 giugno 1967 Israele lancia la Guerra preventiva. Nasser non si rialzerà. La guerra lasciò molti territori a Israele nonostante la risoluzione 242 dell’ONU. A seguito del rifiuto israeliano di ritirare le truppe, verrà utilizzato il petrolio come arma politica dai Paesi arabi dell’OPEC che non invieranno petrolio a Israele, USA, GB e RFG. Yamani (ministro del petrolio saudita) usa la minaccia diplomatica. Tale arma fallirà poiché gli USA erano ancora esportatori.vla produzione petroliferra europea subirà dei danni a seguito della chiusura del canale di Suez e della guerra del Biafra. FALLIMENTO DELL’ARMA DEL PETROLIO –grazie al comitato EXCOMM che era direttamente collegato all’OCSE per rifornire di petrolio gli alleati. –il canale di Suez riaprirà nel 1975 e nascono le superpetroliere. Da tale embargo ne approfittarono i Paesi dell’OPEC non arabi (Iran, Venezuela e Indonesia). Lo Shah di Persia cerca di guadagnare ulteriormente. Durante il vertice arabo di Kartoum (AGO 1967):
-Nasser ammette la bancarotta.
-Fine dell’Embargo per i primi di Settembre.
-I tre NO nei confronti d’Israele (No pace; No riconoscimento; No negoziati.)
-Eliminazione basi estere negli Stati Arabi.
FINE DELLA “PAX BRITANNICA”--> Fine della difesa a Est di Suez.    
Parliamo dell’isola Diego Garcia. È un’isola al centro dell’Oceano Indiano. Base strategica poi ceduta agli USA (per maggiori informazioni vedere documentario di John Pilger “Stealing a Nation”). Gli equilibri cambiano:
1-Fine della “pax britannica” a Est di Suez.
2-Fine della capacità americana d’intervento presso gli Alleati in quanto la previsione di Hubbert si era realizzata.
3-Offensiva dei produttori.
  • La GB aveva portato la pace nei territori cd. “Costa dei Pirati” (Kuwait, Bahrain,Qatar). Sin dall’800 divennero Protettorato e la GB era presente per garantire i propri commerci e la sicurezza nell’area. Già nel 1960 iniziò un graduale ritiro per motivi economici. Nel 1968 il Primo Ministro Harold Wilson annunciò la fine della pax britannica. Gli Stati Uniti con JFK cominciarono a pensare un sistema per ingrandire e rafforzare la presenza US nell’area. Non fece in tempo. Morì prima. Johnson approvò (1964) l’invio regolare di navi militari nell’Oceano Indiano. Johnson cercò qualcuno che potesse aiutarlo nel garantire la pace nell’’area (Iran e A.Saudita). Gli USA cercarono alleati perché finanziariamente NON riuscivano a mantenere la pax (Vietnam, nuovi rivali economici). Dalla GB ottengono l’uso dell’isola Diego Garcia. Da qui comincerà la vendita di armi a Iran e Arabia Saudita.  Gli USA provarono a convincere la GB a rimanere nell’area ma non ci riuscirono. Già nell’era Johnson questa strategia detta “Strategia dei due pilastri” prende avvio. Nixon eleva tale strategia a DOTTRINA.
1969: Nixon sale alla Casa Bianca e promulga tale dottrina che è formata da tre parti:
1- Gli US manterranno tutti i loro impegni derivanti dai trattati già sottoscritti.
2-La Difesa degli Alleati avverrà solo in caso di minaccia da parte di una potenza nucleare o se la nazione  minacciata costituisce una minaccia per la sicurezza USA (con armi, uomini e aiuto finanziario).
3-Negli altri casi di minaccia, l’aiuto sarà solo a livello di armamenti e a livello di intelligence (SOLO se richiesta l’assistenza economica) ma la nazione minacciata dovrà provvedere alla propria difesa con la propria manodopera. Tutto ciò deriva dalle condizioni economiche degli US (politiche di divisione del costo finanziario). La dottrina NIXON era pure legata alla Guerra del Vietnam. Per il MO significava “Strategia dei due pilastri” (Iran e Saudi). L’Iraq desiderava estendere la propria influenza nel Golfo Persico ma riceveva aiuti e armi dall’URSS. Ciò costituiva un problema in più per gli USA. Con la guerra dei 6 giorni, le relazioni diplomatiche si erano interrotte (riapertura negli anni ’80 con la guerra Iran-Iraq).
1-Casa Saud: raddoppia la spesa per la difesa tra il 1969 -1972 (da 700 milioni a 1,4 Miliardi). Stabilisce un’uscita politica con gli Emirati, creando così gli Emirati Arabi Uniti. Viene anche istituita un’accademia d’elite per addestrare piloti e ufficiali.
2-Lo Shah dell’Iran: entusiasmo per il comune obiettivo di trasformare l’Iran in una grande potenza. È deciso a spendere enormi somme per far apparire insignificanti gli sforzi sauditi. Ricevono molte lodi dagli USA e Nixon e il suo segretario (Kissinger) gli faranno visita nel mese di maggio del 1972. Fine della capacità di surplus in materia di petrolio. Hubert aveva ragione! Per molti decenni la produzione fu regolamentata per garantire una riserva di sicurezza (anche per gli alleati). Le quote d’importazione di Eisenhower avevano cancellato la regolamentazione della produzione. Il picco massimo di produzione verrà raggiunto e annunciato a un vertice OCSE del 1968. Nel mentre le quote d’importazione vennero cancellate gradualmente. Ciò porta maggior sbocco verso il petrolio del MO.

Tra i più attivi vi è M.Gheddaffi  che è salito al potere con la rivoluzione del 1969. Le basi US e GB furono chiuse e gli italiani furono espulsi. Il Consiglio Rivoluzionario prende provvedimenti sul petrolio chiedendo alle 21 compagnie che operavano nell’area di aumentare i prezzi. I negoziati son condotti da Jalloud assistito da Tariki. La Libia ottiene un aumento del prezzo e un aumento dei profitti. Ciò ha un effetto domino sugli altri Paesi produttori.
Conf.OPEC:
-aumento rayalties al 55%.
-se le Compagnie NON son d’accordo si tagliano i rifornimenti.
-Gruppi regionali di esportatori (ma NON per i successivi  5 anni).
Si arriva così a 2 diversi accordi su base regionale. 1971 (Teheran – Tripoli). 1971 à in una lettera le Compagnie chiedono all’OPEC un accordo globale. La proposta verrà rifiutata e lo Shah fu il più forte oppositore. Allora i negoziati prendono avvio su scala regionale. Le MAJORS scrivono al Governo USA per chiedere un intervento contro lo Shah ma il Governo appoggerà lo Shah! Lo Shah e Yamani minacciano un embargo contro le Compagnie se queste non accettano le condizioni. I nuovi accordi avranno vita breve. L’accordo di Teheran segna una svolta: NON SONO PIU’ LE COMPAGNIE A DECIDERE!
Gli accordi di Tripoli portarono grandi guadagni per Gheddafi. I Paesi produttori vogliono acquisire una parziale proprietà dei pozzi petroliferi presenti nei loro territori (partecipazione).
 Chiedere Partecipazione alle Compagnie o Nazionalizzazione?
-L’Iraq nazionalizza IPC
-La Libia nazionalizza BP e 50% ENI
-L’Algeria partecipa al 51% con la Francia
-Venezuela promulga una legge in cui dice che le concessioni termineranno alla loro scadenza (non rinnovabili).
-Yamani (A.Saudita) ritiene che una proprietà congiunta possa soddisfare le richieste di entrambi e nel 1972 stipula un accordo di partecipazione con l’Aramco che deve cedere per non vedere la risorsa nazionalizzata. Anche il NIOC accetta le condizioni dello Shah di Persia ponendo così fine al controllo straniero sulla risorsa. Il Governo britannico e statunitense si dichiareranno tacitamente d’accordo.

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