STORIA DEL PETROLIO -5

Esisteva già una rivalità tra i due Paesi (motivazioni politiche, religiose, economiche, ideologiche e personali) retti da Khomeini e Saddam Hussein. I confini dei Paesi, in lotta per la supremazia nel Golfo, furono tracciati dopo la dissoluzione dell’impero ottomano. I confini dei Paesi, in lotta per la supremazia nel Golfo, furono tracciati dopo la dissoluzione dell’impero Ottomano, a fine I°Guerra mondiale.  
Shatt Al-Arab à Delta creato dal confine del Tigri e dell’Eufrate, segnava il confine tra i due Stati ed era un’importante accesso al Golfo Persico (ma non l’unico per l’Iran). Per l’Iraq aveva maggior importanza in quanto era l’unico! Comunque sia molte delle attività petrolifere erano concentrate là per entrambi i Paesi. La sovranità su tale zona quindi significava molto! Gli iracheni avevano molto insistito per mettere il confine nella parte orientale del fiume (parte iraniana) per negare all’Iran l’uso delle risorse del S-a-A.  1975à Accordo tra l’Iraq e lo Shah di Persia, firmato ad Algeri, con cui si pose il confine nel punto mediano del canale navigabile, affinchè potessero utilizzarlo entrambi. Tutto ciò portò a delle cessioni da parte di entrambi:
1.       Lo Shah accettò di non aiutare i kurdi che lottavano contro il partito Baath per ottenere l’autonomia (il cui sostegno garantiva una maggiore efficacia d’azione contro l’Iraq). Ciò permise sei ore dopo la conclusione dell’accordo, una potente offensiva irachena.
2.       L’Iraq in cambiò, cacciò l’Ayatollah Khomeini dal Paese, dove vi aveva vissuto in esilio per 14 anni e da cui fomentava la lotta contro il governo iraniano.
Ciò avvenne prima che Saddam assunse pieni poteri sebbene Khomeini lo considerasse responsabile del suo esilio. Khomeini era considerato un pericolo per Saddam perché la maggioranza della popolazione irachena si stimava sciita. Agitazioni tra sunniti e sciiti.
Nemici di Khomeini:
-lo Shah
-Satana americano
-Saddam e il partito Baath.
Nel momento in cui scatta l’attacco a sorpresa (22 settembre 1980), il mercato del petrolio entra in agitazione. Il giorno dopo l’Iraq lancia un attacco aereo alla raffineria di Abadan (la più grande del mondo) e contro altre strutture portuali e petrolifere. L’Iran contrattacca e riesce a bloccare le esportazioni irachene nel Golfo Persico. L’Iran convinse la Siria di tagliare i rifornimenti petroliferi iracheni attraverso gli oleodotti, limitando le esportazioni petrolifere alla Turchia. Le esportazioni iraniane si ridussero e quelle irachene quasi cessarono. Questa guerra causò la rimozione del 15% della produzione dell’OPEC. Ciò causa un aumento dei prezzi, specialmente delle spot-markets.
Ciò produsse paure e domande:
1-Significava il collasso per il mercato petrolifero del M.O.?
2-L’Iraq sarebbe stato eliminato dall’equilibrio del mercato petrolifero mondiale?
3-L’Iran sarebbe nuovamente sparito come fornitore di petrolio come avvenne nel 1979?
4-La lotta tra sunniti e sciiti e tra arabi e persiani avrebbe destabilizzato tutto il Golfo?
5-L’Iran avrebbe prevalso riuscendo a trasportare la sua rivoluzione nel M.O.?
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite risponde con delle risoluzioni che chiedono un “cessate il fuoco” e chiedono ai membri ONU di mantenersi neutrali, non compiendo azioni che portassero a un prolungamento della guerra. L’URSS pose fine all’esportazione di armi in Iran e Iraq. L’Iraq era legato all’URSS da un’alleanza del 1972. Tutti erano convinti della vittoria dell’Iraq perché l’Iran era appena uscito da una rivoluzione. Le cose andarono molto diversamente.
Gli USA osservano la risoluzione ONU e si proclamano neutrali e sostengono di non aver armato né gli uni né gli altri.  
-L’Iran dipendeva dagli USA per le armi ma, in seguito alle dichiarazioni americane, le cerca altrove (Israele, Europa).
-L’Iraq aveva le armi fornitegli dall’URSS ma necessita di altre armi lungo il conflitto.
Inizialmente l’Iraq avanza nel territorio iraniano ma dopo qualche mese son via via respinti. Nella metà del 1982 l’Iraq è sulla difensiva (l’URSS riprende gli aiuti) a causa delle “ondate umane” iraniane. In tale situazione gli USA appoggiano l’Iraq. Con l’Iran non son riprese le relazioni diplomatiche! Esse furono interrotte nel 1979 quando ci fu la presa dell’ambasciata. All’epoca non esistevano le relazioni diplomatiche nemmeno con l’Iraq (rotte nel 1967 con la Guerra dei sei giorni). Iniziano gli scambi di visite dei funzionari d’alto livello d’ambo i Paesi.
FEB.1982: il Dipartimento di Stato (DoS) cancella l’Iraq dalla lista di Stati che appoggiano il terrorismo internazionale (vi era per i suoi legami con i gruppi armati palestinesi). Ciò significa che da ora l’iraq può ricevere aiuti e ottiene un massiccio appoggio finanziario da parte degli Stati del Golfo e dei prestiti degli USA. La Casa Bianca e il DoS fecero pressioni sull’Export-Import Bank perché concedesse aiuti all’Iraq per migliorare la sua posizione come Paese creditore. Le relazioni con l’Iraq riprendono nel Novembre 1984 ma, già in segreto avevano cominciato a fornire appoggio militare e a livello d’intelligence. Quest’appoggio seguiva delle direttive emanate dal Presidente Ronald Reagan, preparate a seguito di un suo Memorandum sullo Studio della Sicurezza Nazionale (NSSM 4-82) che chiedeva un’analisi e una rivisitazione della politica degli USA verso il M.O. alla luce di “recenti sviluppi regionali e diplomatici riguardanti il mercato del petrolio”. Una di queste direttive del Presidente Reagan (luglio 1983) passa in rivista gli interessi e gli obiettivi degli USA in M.O. e nell’Asia del Sud, comprendendo:
-La pace tra Israele e gli Arabi.
-La risoluzione di altri conflitti regionali e miglioramenti economici per migliorare la stabilità della regione. A seguito di tale direttiva viene condotta un’analisi interdipartimentale sulla revisione delle politiche in favore dell’Iraq.

Nell’Estate 1983 l’Iran diffonde la notizia dell’utilizzo di armi chimiche da parte dell’Iraq (il cui utilizzo era vietato da Convenzioni Internazionali). Essendo l’Iran isolato, non può ricevere alcuna risposta. Insistendo l’Iran chiese al Consiglio di Sicurezza UN d’investigare su tale faccenda. L’intelligence USA conferma tali accuse (utilizzo quasi quotidiano contro i curdi) e nel febbraio 1984 i militari iracheni sospettando un maggior attacco iraniano pubblicarono un avvertimento che diceva “Per ogni insetto dannoso esiste un insetticida. L’Iraq possiede tale insetticida”. Gli USA non potevano far finta di nulla e informarono il ministero iracheno degli affari esteri che “gli USA nel prossimo futuro avrebbero condannato l’utilizzo di tali armi”. Tale condanna vien pubblicata in modo particolare poiché vi si condanna l’uso di armi chimiche da parte dell’Iraq ma anche il rifiuto del governo iraniano di cambiare l’obiettivo di “eliminare il governo del vicino Iraq” non è consono alle norme di comportamento tra le nazioni e nemmeno alla morale religiosa cui si appella..
Il DoS comunica alla stampa di voler rafforzare i controlli per la fabbricazione di armi chimiche. Al portavoce DoS quando gli venne chiesto “se la conclusione sull’utilizzo di CW da parte dell’Iraq avrebbe avuto sviluppi sull’espandere le relazioni commerciali con l’Iraq” rispose “NO”. Importante documento è il NSDD 114 emanato da Reagan nel Novembre 1983 che rispecchia le priorità dell’amministrazione:
-NSDD 114: chiede un aumento della cooperazione militare regionale per difendere le strutture del petrolio e chiede pure misure per aumentare la capacità militare USA nel Golfo Persico. Inoltre la NSDD 114 ordina ai Segretari di Stato, della Difesa e al Capo di Stato Maggiore congiunti di prendere misure appropriate per rispondere alle tensioni nell’area. “..tenere aperto alla navigazione internazionale lo Stretto di Hormuz…Pronti a intervenire per il trasporto del petrolio”. NB: nella direttiva NON si nominano le armi chimiche!! I viaggi di D.Rumsfeld (aveva avuto posizioni ufficiali nell’amministrazione Nixon e Ford -con quest’ultimo era stato anche Segretario della Difesa- e al momento era liberro da impegni ufficiali). Era a capo di una compagnia farmaceutica multinazionale. Nel dicembre 1983 viene inviato nel M.O. come inviato speciale del Presidente Reagan. Fa un tour di capitali mediorientali, inclusa Baghdad dove ha l’incarico di stabilire un contatto diretto tra lui stesso in quanto inviato di Reagan e Saddam Hussein. Discutono di interessi comuni:
-Inimicizia con Iran e Siria.
-Delle attività USA per trovare alternative al trasporto del petrolio iracheno.
Arrivò anche l’assistenza militare mascherata da rifornimenti avente duplice uso (es: aerei per finto uso civile) secondo il principio “Don’t ask, Don’t tell. Nella primavera 1984 gli USA hanno preso in considerazione un trattamento di duplice uso per il programma nucleare americano. Un’analisi della Defense Intelligence Agency (DIA) affermò che a guerra finita probabilmente l’Iraq avrebbe continuato a perfezionare la sua capacità di creare armi chimiche e nucleari per ottenere la bomba atomica. La ripresa delle Relazioni Diplomatiche avvenne ufficialmente nel 26 novembre 1984 quando il vice Primo Minisitro Tariq Aziz s’incontrò con il Segretario USA Shultz.

-OPERAZIONE EASTERN WILL 1987
Ricorso (IRAN) ad attacchi alle petroliere di paesi terzi (AS e K8) che finanziavano l’Iraq, che chiedono aiuto a USA e URSS. In tal modo sapevano che Reagan li avrebbe aiutati –per via di una possibile minaccia d’interferenza nel Golfo Persico. Quindi viene deciso che le petroliere avranno bandiera USA o saranno scortate. Anche i Paesi NATO, il Giappone e la Germania partecipano con le loro navi. Gli USA avranno la leadership in tale operazione. La presenza fisica statunitense nel Golfo Persico potrebbe generare uno scontro tra Iran e USA. Sale tensione. LUGLIO 1988 à un Airbus civile iraniano con 290 passeggeri viene abbattuto per sbaglio dagli USA. L’Iran non crede sia stato uno sbaglio. Poco tempo dopo l’Iran dichiara alle Nazioni Unite di voler firmare un “cessate il fuoco”. Khomeini: “prendere questa decisione è stato come prendere veleno” poiché l’Iran aveva ripreso l’iniziativa in tale guerra. Il tutto per evitare che gli USA entrassero in guerra.
CONSIGLIO DI COOPERAZIONE DEL GOLFO (tuttora esistente è composto da 6 membri)-GCC
Creato nel 1981 come risposta alle minacce mediorientali: Rivoluzione iraniana, invasione sovietica dell’Afghanistan, guerra Iran-Iraq. Composto da sei membri: Bahrain, Kuwait, Oman, Quatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti. Stabilito per via delle relazioni speciali, per le simili istituzioni politiche e per i comuni obiettivi e formato per garantire maggior sicurezza nell’area. Un’agressione contro uno di loro è come mettersi contro tutti. Il GCC elabora dei piani per la difesa reciproca e altri piani per formare un comando congiunto. Le prime operazioni multilaterali son note con il nome in codice di “Peninsula Shield”.
L’assistenza militare (fondi) è fornita da AS e K8. Fanno anche piani per integrare i sistemi radar navali e di terra per dar vita a un controllo aereo congiunto e a un sistema di allarme basato sugli AWACS (aerei con la parabola) dell’AS. Vien creata la Peninsula Shield Force (PSF- due brigate con 10000 uomini) con base nell’AS e sotto comando Saudita. La sua missione non è stata mai dichiarata pubblicamente. Questi Paesi non erano poi così uniti tra loro: ad es. i Paesi più piccoli insistevano su una norma che stabilisse che la prerogativa di comando passasse al Paese in cui operava la PSF. C’era la paura che l’AS potesse utilizzare la PSF per altri fini. La PSF è collegata alla NATO. Il segretario della NATO, Rasmussen, e il segretario GCC si sono incontrati nel 2012 per discutere di questioni di sicurezza nel M.O. e di avere contatti regolari con la NATO. Con l’iniziativa di Cooperativa d’Istanbul ci si è accordati per una forte cooperazione. Non tutti gli Stati GCC vi hanno aderito (vedi Oman e AS), tuttavia il GSC ha avuto un ruolo molto attivo nella crisi libica.

II GUERRA DEL GOLFO (1990-1991)     
È nota nei Paesi vicini come II Guerra del Golfo. Come la prima è iniziata con un attacco a sorpresa da parte dell’Iraq verso il Kuwait ordinato da Saddam. La presenza militare USA di terra fu possibile con tale guerra. Si basa su un calcolo sbagliato.
-INVASIONE KUWAIT
2-08-1990: Centomila militari iracheni cominciano l’invasione del Kuwait che, non incontrando resistenza, avanzano verso la capitale Kuwait City. Saddam spiega tale attacco dicendo che il Kuwait appartiene all’Iraq e che il Kuwait non rispettava le quote dell’OPEC (nonostante la nazionalizzazione l’OPEC stabiliva delle quote di produzione per evitare che ci fossero Paesi che producessero di più per arginare la corruzione). I veri motivi erano:
  • Aspirazione dell’Iraq nel diventare potenza leader nel mondo arabo e nel Golfo.
  • Diventare potenza dominante nel petrolio.
  • Rifarsi delle spese della guerra con l’Iran.
Così vien lanciato l’attacco.
-RELAZIONI INTERNAZIONALI
I rifornimenti che le truppe irachene ricevevano, lasciavano pensare che le forze irachene non si fermassero al Kuwait ma che volessero proseguire verso l’AS e i suoi campi petroliferi. Il Consiglio di Sicurezza ONU emana tutta una serie di risoluzioni (660 e 662) con cui condanna l’invasione e l’annessione del Kuwait da parte irachena e chiede il ritiro immediato e senza condizioni. L’URSS, per tanto tempo alleata dell’Iraq, non prende posizione in merito alle risoluzioni (anche perché vicina al collasso). L’Iraq non va via e il NSC degli USA decide di dispiegare delle forze militari nella regione al fine di:
-          Impedire ulteriori aggressioni irachene.
-          Stabilire difese nell’AS.
-          Creare una potenza militare sufficiente a riprendersi delle posizioni petrolifere giudicate critiche.
L’AS riceverà un altro aiuto da parte di Osama Bin Laden (già noto per aver combattuto l’URSS in Afghanistan). Sua aspirazione era di tenere fuori gli stranieri (specialmente gli americani) dall’AS. Ma tale offerta sarà rifiutata perché consapevoli che la vittoria dei Mujahedin era stata possibile grazie all’aiuto esterno e alla particolare conformazione del terreno (grotte) e non grazie alle convinzioni religiose. Il rifiuto saudita ha avuto alti costi. Per tale rifiuto, infatti, Osama Bin Laden sfidò per molto tempo Casa Saud.
-OPERAZIONE “Desert Shield”
È un’operazione che mira al dispiegamento delle truppe. Il 7 agosto comincia la di spiegazione delle forze statunitensi. Tutto ciò era in linea con le dichiarazioni fatte in passate da parte del Presidente Truman nel 1932. Due giorni dopo gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo concordano l’accesso delle truppe americane (era una questione non facile). Il 20 agosto una Direttiva (la n°45) del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti è intitolata “Politica degli Stati Uniti in risposta all’invasione del Kuwait”. È la prima di due direttive chiave da parte del Presidente G.Bush Senior. Tale direttiva rendeva espliciti gli interessi degli USA nella regione e dava 4 principi che avrebbero dettato la linea statunitense durante la crisi (Doc2 del NSA Archive).
“gli interessi degli Stati Uniti nel Golfo Persico sono vitali alla Sicurezza Nazionale –accesso al petrolio; Sicurezza e stabilità di Paesi amici nella regione. Si sollecita pure l’aiutodei Paesi alleati”.
1-Incondizionato ritiro delle forze irachene dal Golfo.
2-Ripristino del regime legittimo del Kuwait.
3-Impegno per stabilità e sicurezza del Golfo Persico.
4-Protezione vita dei cittadini americani del Golfo Persico.
Bush verrà criticato per non aver completato l’opera non rovesciando il regime di Saddam Hussein. Tuttavia ciò non era scritto nei documenti. Gli USA in tale periodo importano circa metà del petrolio che consumano. Le Nazioni Unite (UN) avevano già chiesto il ritiro delle forze irachene dal Kuwait. Ciò non era avvenuto. Allora con la Ris.678 l’UN mandano un ultimatum a Saddam Hussein: -se le truppe non si sarebbero ritirate entro il 15 gennaio 1991, le UN avrebbero autorizzato a una coalizione guidata dagli USA per rimandarli in patria. La Russia (ancora URSS) non mette il veto perché incoraggiata dal credito di 4 miliardi di dollari proveniente dall’Arabia Saudita sotto pressione degli Stati Uniti. Saddam non rispetta l’ultimatum e quindi si passa dall’Op. Desert Shield all’Op.Desert Storm.
  -op. DESERT STORM
Prende avvio il 15-01-1991 con una direttiva –la 54- del NSD intitolata “Risposta all’aggressione irachena nel Golfo Persico” che dà l’autorizzazione alle forze armate USA a espellere le forze irachene dal Kuwait. Si nota che le sanzioni economiche sull’Iraq non hanno raggiunto l’obiettivo di far terminare l’occupazione. Di conseguenza si forma una grande coalizione a cui partecipano molti paesi e all’alba del 17 gennaio prese avvio l’offensiva aerea contro molti obiettivi iracheni e alla fine di febbraio inizia l’offensiva delle truppe di terra. Il 27 febbraio venne liberata Kuwait City e, seppure le forze armate USA son penetrate nel territorio iracheno, il Presidente Bush senior decide di terminare la guerra con un “cessate il fuoco ”.  Bush dichiara con discorso televisivo di non voler portare avantii la guerra per rovesciare Saddam. Gli USA avevano raggiunto i loro obiettivi. Fu una decisione controversa (Bush e NATO vs opinione pubblica). L’Arabia Saudita aveva pagato l’assenso dell’URSS e con il Kuwait aveva accordato 800 milioni di dollari di aiuti economici alla Turchia (che ospitava le basi per l’attacco) e 1 miliardo di dollari nell’arco di 5 anni per creare un fondo speciale di difesa –sempre alla Turchia-. L’Arabia Saudita invia 800 milioni di dollari all’Europa orientale e spese miliardi per le spese delle truppe americane e europee (carburante, acqua,trasporto forze armate e trasferimento di una brigata siriana e egiziana vicino al fronte)-armi, jeep, uniformi, artiglieria, salari,alloggi-. Alla fine della guerra il contributo dell’Arabia Saudita superava i 600 miliardi! Prima di tale operazione bisognava ottenere una copertura sia politica che religiosa e il segretario di Stato di tale periodo –J.Baker- si pose tre domande:
1.       I leader arabi avrebbero garantito il loro appoggio se tutte le operazioni militari sarebbero rimaste sotto controllo USA?
2.       Li avrebbero appoggiati anche se attaccavano un altro paese arabo come l’Iraq?
3.       Se l’Iraq avesse attaccato Israele, gli arabi garantivano l’appoggio qualora la coalizione avesse garantito la sua protezione?
L’Arabia Saudita rispose affermativamente alle tre domande. Il Kuwait fece altrettanto anche se ebbero problemi con la domanda su Israele.

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