L'INFLUENZA SPAGNOLA
L'influenza
spagnola,("spanish flu") altrimenti conosciuta come la grande
influenza o epidemia spagnola, fu una pandemia influenzale,
insolitamente mortale, che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di
persone nel mondo. Fu la prima delle due pandemie che coinvolgono il virus
dell'influenza H1N1. Arrivò a infettare circa 500 milioni di persone in tutto
il mondo, inclusi alcuni abitanti di remote isole dell'Oceano Pacifico e del
Mar Glaciale Artico, provocando il decesso di 50-100 milioni di persone su una
popolazione mondiale di circa 2 miliardi. La letalità le valse la
definizione di più grave forma di pandemia della storia dell'umanità: ha
infatti causato più vittime della terribile peste nera del XIV secolo!!
Tra
l’estate e l’inverno del 1918, mentre gli imperi centrali precipitavano verso
la disfatta, il peggio per l’Europa doveva ancora arrivare: una malattia
sconosciuta si propagava come una nube tossica da un capo all’altro del
pianeta. Questa influenza presenterà un’aggressività mai vista e passerà alla
Storia con il nome di Spagnola. All'influenza
fu dato il nome di "spagnola" non perché si manifestò inizialmente
nello Stato iberico ma perché la sua esistenza fu dapprima riportata soltanto
dai giornali spagnoli: la Spagna non era coinvolta nella prima guerra mondiale
e la sua stampa non era soggetta alla censura di guerra ; invece nei paesi
belligeranti la rapida diffusione della malattia fu nascosta dai mezzi
d'informazione, che tendevano a parlarne come di un'epidemia circoscritta alla
Spagna (dove venne colpito anche il re Alfonso XIII).
In pochi mesi questo male
invisibile farà ben più vittime della guerra: forse cinquanta, se non cento
milioni, di morti. I soli morti del Primo Conflitto Mondiale arrivarono, tra
militari e civili, ad appena tredici milioni. Nella diffusione del virus influì
il rapido spostamento di enormi masse dovuto allo sviluppo della tecnologia
moderna per quanto riguarda gli ambiti di trasporto. La famosa “peste nera” che
flagellò il continente europeo nel Trecento si era fermata a quota venticinque
milioni. Visto il contesto storico in cui era sviluppata l’influenza Spagnola,
non sarebbe sbagliato definirla come una sorta di “apocalisse ai tempi
supplementari”, tanto che qualcuno evocò il castigo divino o l’imminente fine
del mondo. Nelle parole di Benedetto XV, la Prima Guerra Mondiale è stata definita
come “l’inutile strage” e la Spagnola del 1918 resta come una “strage
invisibile” occultata dapprima prima dalla censura militare e poi da una
generale amnesia. A scriverne maggiormente non furono gli enti governativi ma
quasi esclusivamente gli addetti ai lavori come i medici, i virologi e
divulgatori scientifici. Tante vite di
uomini più o meno illustri furono sconvolte da tale male: Schiele, Roosevelt,
Disney, Munch, Mary Pickford, Wilson, Szilàrd. Tra i morti “eccellenti” vi fu
Yakov Michajlovic Sverdlov, uno degli uomini di punta della Rivoluzione
d’Ottobre e delfino di Lenin. La malattia lo stroncò il 16 marzo del 1919 e il
suo posto fu preso da Stalin.
Sono
state formulate diverse possibili spiegazioni per l'alto tasso di mortalità di
questa pandemia. Alcune ricerche suggeriscono che la variante specifica del
virus avesse una natura insolitamente aggressiva. Un gruppo di ricercatori,
recuperando il virus dai corpi delle vittime congelate, ha scoperto che la
trasfezione negli animali causava una rapida insufficienza respiratoria
progressiva e la morte attraverso una tempesta di citochine (una
reazione eccessiva del sistema immunitario dell'organismo). Si è quindi ritenuto
che nei giovani adulti l'elevata mortalità fosse legata alle forti reazioni
immunitarie; mentre la probabilità di sopravvivenza sarebbe stata più elevata
in soggetti con sistema immunitario più debole, come bambini ed anziani.
TALE
INFLUENZA COLPI' MAGGIORMENTE I GIOVANI ADULTI !!
Studi
più recenti, basati principalmente su referti medici originali del periodo
della pandemia, hanno rilevato che l'infezione virale stessa non era più
aggressiva di qualsiasi altra influenza precedente, ma che le circostanze
speciali (malnutrizione, campi medici e ospedali sovraffollati, scarsa igiene)
contribuirono ad una superinfezione batterica che uccise la maggior parte degli
ammalati, in genere dopo un periodo prolungato di degenza. Inoltre, in Europa,
il diffondersi della pandemia fu aiutato dalla concomitanza degli eventi
bellici relativi alla prima guerra mondiale. Nel 1918, il conflitto durava
ormai da quattro anni ed era diventato una guerra di posizione: milioni di
militari vivevano quindi ammassati in trincee sui vari fronti favorendo così la
diffusione del virus. I dati storici ed epidemiologici sono inadeguati per
identificare l'origine geografica della pandemia. Si ritiene che sull'influenza
spagnola abbia avuto un'implicazione: la comparsa, negli anni '20,
dell'encefalite letargica.
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